CPP_Unitario 2018 - santodithiene

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CPP_Unitario 2018

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Notizie dai Consigli Pastorali
COMUNITÀ VIVA, COMUNITÀ CHE TRASMETTE LA FEDE…………………

Questo è il tema dell’incontro formativo che molte persone impegnate nella pastorale delle nostre comunità di Rozzampia e Santo hanno vissuto domenica 3 febbraio 2019.
L’iniziativa è stata portata avanti con convinzione da don Massimo e condivisa e appoggiata dai consigli pastorali, dai catechisti e dagli accompagnatori dei genitori.
Non è semplice chiedere a chi già dedica molto del proprio tempo al servizio alla comunità di impegnare anche una domenica pomeriggio, ma fra noi ci sono molte persone generose che non si tirano indietro se la proposta è ben motivata.
Così, domenica 3 febbraio, ci siamo trovati, con i consigli pastorali, ancora freschi di nomina, con i catechisti, gli accompagnatori dei genitori, l’equipe battesimale, l’equipe catecumenale e qualche bravo animatore per partecipare a un pomeriggio di incontro/formazione in uno stile di fraternità, dialogo e ascolto.
L’intenzione all’origine del tutto era di aiutare i CP a comprendere meglio cosa si intende per Nuova Iniziazione Cristiana, e per questo è stato invitato don Giorgio Bezze, responsabile dell’Ufficio diocesano Annuncio e Catechesi.
Don Giorgio ha illustrato le motivazioni che hanno portato, dapprima all’invito da parte dei vescovi a rinnovare la modalità di accompagnare i bambini,  poi alla scelta della diocesi di Padova, assieme ad altre diocesi in Italia, di dare inizio ad un percorso rinnovato.
Questo percorso tiene conto della situazione attuale della società, che non si può più dire generativa di cristiani, come avveniva qualche decennio fa, in cui tutti, in modo più o meno convinto, si dicevano appartenenti alla Chiesa Cattolica.
Il percorso propone  e prevede il passaggio da una catechesi finalizzata alla celebrazione dei  Sacramenti a una catechesi per la vita cristiana, attraverso i Sacramenti.
Sarà possibile modificare e rendere efficace la iniziazione cristiana dei ragazzi solo se matura nella parrocchia la consapevolezza che è essa stessa, tutta intera la comunità parrocchiale, che accoglie nel battesimo e  accompagna la nuova famiglia e i bambini verso la scelta consapevole di diventare cristiani. Educare alla fede è  compito della famiglia e di tutti i cristiani in prima persona e non può essere delegata al parroco e ai catechisti. Spetta quindi ai genitori e alla comunità educare alla Fede.
Dopo l’illustrazione del nuovo impianto ci siamo scambiati sensazioni, perplessità, dubbi e domande, ci siamo dati, e siamo stati aiutati a darci delle risposte, non tutte risolutive, anzi, molti interrogativi restano aperti.
La affermazione più importante a cui siamo giunti è che a noi cristiani è affidato il compito del seminare, in modo abbondante senza guardare il terreno su cui cade il seme; sta ad Altri il compito di far crescere e raccogliere il frutto.
In tutti noi è emersa chiara la necessità che questo sia un cammino condiviso e supportato da ogni persona che a vario titolo faccia parte della comunità, quindi non solo catechesi, ma anche Parola, Liturgia e Carità. E in questa condivisione di responsabilità le nostre comunità dovranno impegnarsi.
Dei frutti già si vedono, in questi anni di operatività:
La libertà di scelta, nella propria responsabilità, lasciata alle famiglie
Il coinvolgimento dei genitori, non tutti, ma di quanti accettano la sfida di ripensare alla propria Fede e di accompagnare in questo i propri figli.
La possibilità, definita bellissima e inattesa, da parte degli accompagnatori di scoprire in modo più profondo il loro essere e vivere da Cristiani
L’opportunità offerta, e in parte raccolta, ai giovani adulti-genitori di fare esperienza dell’ascolto della Parola di Dio.
Come più volte ci è stato ripetuto, a noi spetta seminare con generosità, senza ansie da risultato, certi che lo Spirito farà il resto e sicuri che il Signore è in mezzo a noi e ci guida e accompagna.   
    Daniela Laghetto (consigliere pastorale di Rozzampia e referente vicariale per la catechesi)

 
 
 
 
 

Orientamenti pastorali 2017 - 2018
Esercizi di fraternità

C'è stata la "sosta", ora ci sono gli "esercizi". A farli dovranno essere tutte le comunità, in pieno stile di fraternità. Saranno queste le parole chiave per quanto riguarda il prossimo anno pastorale in diocesi. Saranno tre i cuori pulsanti del cammino:
•il sinodo dei giovani,
•il rinnovo dei consigli pastorali e dei consigli economici,
•il quarto tempo dell'iniziazione cristiana.
Gli  orientamenti pastorali  2017-18,  che  hanno  come  titolo "Esercizi di fraternità", si ispirano all'evangelista Giovanni (12,1-11) che racconta di Gesù a cena con Marta e Maria, insieme a Lazzaro, dopo che era stato resuscitato dai morti. Maria, a un certo punto, «prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo». "E tutta la casa si riempì del profumo" diventa il contenuto, il fine, il senso degli "esercizi di fraternità" nei quali è coinvolta tutta la chiesa di Padova. Fraternità che è richiamata anche dai protagonisti del testo evangelico: Gesù e i tre fratelli a Betania.
Gli "esercizi di fraternità" hanno al centro le nostre comunità cri¬stiane, intese come luoghi di relazioni intense e feconde, e ciò che è es¬senziale e decisivo per loro.
Il gesto di Maria, che unge di olio i piedi di Gesù, richiama l'idea della comunità in cui tutti offrono tutto per la vita dell'altro. Quest'unzione è già un segno di risurrezione: si offre tutto, per l'altro, a partire da Gesù risorto. Significativa è l'immagine di sovrabbondanza che è tipica del Signore. Alla sua scuola impariamo a essere tutti sovrab¬bondanti.
L'icona che presenta i nuovi orientamenti mostra una mano che unge un piede. Non è raffigurato nessun volto, perché tutti noi siamo rappresentati in quel gesto. C'è una goccia di olio che scende. È un atti¬mo  colto  come  eterno. Ogni dono  che  si fa all'Altro  ha il  sapore dell'eternità. E poi ci sono tre vasetti di profumo di nardo. Contengono il logo del sinodo dei giovani; l'immagine di una parrocchia con una strada che si apre al mondo e che rimanda al rinnovo degli organismi di comunione; infine un cerchio di ragazzi fa intuire il quarto tempo del cammino di iniziazione cristiana. I tre vasetti di nardo diventano tre "esercizi di fraternità" a cui è chiamata la nostra chiesa di Padova».

 
 
 
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