Il Santo - santodithiene

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Il Santo

Chiesa Santo

Le formelle della navata


Bassorilievi in gesso
a imitazione in parte di quelli dell'Arca del Santo di Padova.
I testi sono tratti dal sito del Santo di Padova e dall'enciclopedia Vikipedia. Impostazione e ricerca dei ragazzi del Grest del luglio 2006.


San Antonio e il bambino che parla
Questa donna fu liberata da morte.  E, cosa ancora più grande, un vero miracolo, fece parlare un infante, nato pochi giorni innanzi, il quale rispose alla domanda rivoltagli dall'uomo di Dio.I padre dunque era roso da sì sospettosa gelosia riguardo alla moglie, che nemmeno volle toccare il bimbo natogli alcuni giorni prima, convinto che fosse frutto di un adulterio di lei. San Antonio prese allora in braccio il neonato e gli parlò: "Ti scongiuro in nome di Gesù Cristo,  di dirmi a voce chiara, così che tutti sentano, chi è tuo padre". E il bimbo, non farfugliando come fanno i piccini, ma con voce nettamente comprensibile quasi fosse un ragazzo di dieci anni, fissando gli occhi sul genitore, giacché non poteva muovere le mani, legate dalle fasce, disse: "Ecco, questo è mio padre!".

Apparizione del Bambino Gesù

Trovandosi una volta il beato Antonio in una città a predicare, venne ospitato da un abitatore del luogo. Questo gli assegnò una camera appartata, affinché potesse attendere indisturbato allo studio e alla contemplazione. Mentre dunque pregava, da solo, nella camera, il padrone moltiplicava i suoi andirivieni per le sue case.
Mentre osservava con sollecitudine e devozione la stanza in cui pregava sant' Antonio da solo, occhieggiando di nascosto attraverso una finestra, vide comparire tra le braccia del beato Antonio un bimbo bellissimo e gioioso. Il Santo lo abbracciava e baciava, contemplandone il viso con lena incessante. Quel cittadino, stupefatto ed estasiato per la bellezza di quel bambino, andava pensando fra sé donde fosse venuto un pargolo così leggiadro. Quel bimbo era il Signore Gesù.

Il cuore dell'avaro

In Toscana, grande regione d'Italia, si stavano celebrando con solennità, come succede in questi casi, le esequie di uno straricco. Al funerale era presente il nostro s. Antonio, il quale, scosso da un'ispirazione subitanea, si mise a gridare che quel morto non andava sepolto in luogo consacrato, bensì lungo le mura della città, come un cane.
E ciò perché la sua anima era dannata all'inferno, e quel cadavere era privo di cuore.
A questa intimazione, com'è naturale, tutti rimasero sconvolti, ed ebbe luogo un eccitato scambio di pareri. Furono alfine chiamati dei cerusici, che aprirono il petto al defunto. Ma non vi trovarono il cuore che, secondo la predizione del Santo, rinvennero nella cassaforte dov'era conservato il denaro.

Beatificazione

Papa Gregorio IX, che conosceva Antonio, avendo assistito alle sue prediche, accolse gli ambasciatori padovani e nominò una commissione di periti, presieduta dal vescovo di Padova, per raccogliere le testimonianze e le prove documentarie utili al processo di canonizzazione.
Fu il papa Gregorio IX  che pose la parola fine al processo quando tagliò ogni ritrosia rimasta fissando al 30 maggio, festa di Pentecoste, la cerimonia ufficiale di canonizzazione e che inviò per questo una Bolla «ai nostri cari figli, il podestà e il popolo di Padova». Nella Cattedrale di Spoleto, Gregorio IX ascoltò la lettura dei cinquantatre miracoli approvati e, dopo il canto del Te Deum, proclamò solennemente e ufficialmente santo frate Antonio, fissandone la festa liturgica nel giorno anniversario della morte, il 13 giugno. Padova poté festeggiare Antonio come santo esattamente un anno dopo la sua morte.

Ezzelino III

Quel despota arrogante e perfido, il crudele tiranno Ezzelino da Romano, nel principio della sua tirannide, aveva compiuto una enorme strage di uomini in Verona.
Il padre intrepido, appena venne a sapere l'accaduto, s'arrischiò d'andar di persona da colui, che risiedeva in quella città.
E lo apostrofò con queste parole:
"O nemico di Dio, tiranno spietato, cane rabbioso, fino a quando continuerai a versare sangue innocente di cristiani? Ecco, ti pende sopra il capo la sentenza del Signore, terribile e durissima!".
E molte altre espressioni veementi ed acerbe gli disse in faccia. Le guardie del corpo stavano sulle mosse, aspettando che Ezzelino, come al solito, desse l'ordine di trucidarlo. Ma avvenne ben altrimenti, per disposizione del Signore.
Infatti il tiranno, colpito da quelle parole dell'uomo di Dio, depose ogni ferocia e diventò simile a un agnello.

La gamba riattaccata

Un grande stupendo miracolo fu causato da una confessione. Un uomo di Padova, di nome Leonardo, una volta riferì all'uomo di Dio, tra gli altri peccati di cui s'era accusato, di avere percosso con un calcio la propria madre, e con tale violenza da farla cadere malamente per terra.
Il beato padre Antonio, che detestava fieramente ogni cattiveria, in fervore di spirito e in aria di deplorazione, commentò: "Il piede che colpisce la madre o il padre, meriterebbe di essere tagliato all'istante".

Quel sempliciotto, non avendo capito il senso di tale frase, nel rimorso per la colpa commessa e per le aspre parole del Santo, tornò in fretta a casa e subito si recise il piede. La notizia di una punizione tanto crudele si diffuse in un baleno per tutta la città, e fu riportata al servo di Dio. Il quale si recò difilato da colui e, premessa un'angosciata devota orazione, congiunse alla gamba il piede mozzato, facendovi il segno della croce.

Il miracolo della mula
Nella regione di Tolosa il beato Antonio, avendo disputato con veemenza intorno al salvifico sacramento dell'Eucaristia contro un eretico incallito, e lo aveva quasi convinto e attirato alla fede cattolica, sennonché colui, dopo molti e vari argomenti cui si sforzava di sottrarsi, aggiunse queste parole:
"Lasciamo le chiacchiere e veniamo ai fatti. Se tu, Antonio, riuscirai a provare con un miracolo che nella Comunione dei credenti c'è, per quanto velato, il vero corpo di Cristo, io, abiurata assolutamente ogni eresia, sottometterò senza indugio la mia testa alla fede cattolica"."lo terrò chiuso il mio giumento per tre giornate e gli farò provare i tormenti della fame. Passati i tre giorni, lo tirerò fuori alla presenza della gente, gli mostrerò la biada pronta.Paratosi per celebrare in una cappella che sorgeva vicino, il servo di Dio vi entrò con gran devozione per il rito della Messa. Terminato questo, uscì verso il popolo che stava in attesa, portando con somma riverenza il corpo del Signore. Il mulo affamato è menato fuori della stalla, e gli si mostrano cibi appetitosi."In virtù e in nome del Creatore, che io, per quanto ne sia indegno, tengo veramente tra le mani, ti dico, o animale, e ti ordino di avvicinarti prontamente con umiltà e di prestargli la dovuta venerazione.
Il servo di Dio nemmeno aveva finito queste parole, quand'ecco la bestia, trascurando il foraggio, chinando e abbassando la testa fino ai garretti, si accostò genuflettendo davanti al vivifico sacramento del corpo di Cristo.

Il giovane resuscitato

Nella città di Lisbona, di cui s. Antonio fu oriundo, - mentre ancora vivevano i parenti del Santo, cioè il padre, la madre e i fratelli -, due cittadini erano nemici e si odiavano a morte. Accadde che il figlio d'uno di costoro, un ragazzo, ebbe a incontrare il nemico di famiglia, che abitava vicino ai genitori del beato Antonio.
Colui, spietato, afferrò il ragazzo, lo portò in casa e subito lo uccise. Poi, nel profondo della notte, entrato nel giardino dei parenti del Santo, scavò una fossa, vi sotterrò il cadavere e fuggì.Facendo un sopralluogo nel giardino dei familiari del beato Antonio, fu ritrovato il ragazzo, seppellito nell'orto. Per questo, il giustiziere del re fece arrestare, come assassini del giovane, il padre con tutti quelli di casa. Entrando Antonio in città di mattina, si diresse dal giustiziere, e cominciò a pregarlo di prosciogliere dall'accusa quegli innocenti e rilasciarli. Il giustiziere non voleva credere a quanto detto da s. Antonio. Esso allora si fece portare il cadavere del giovane. Portato che fu il corpo, gli comandò di alzarsi e dire se a ucciderlo fossero stati i suoi parenti. Il ragazzo si destò da morte e affermò che i familiari del beato Antonio erano del tutto estranei al delitto.

Morte di San Antonio

Nella tarda primavera del 1231, Antonio fu colto da malore. Deposto su un carro trainato da buoi, venne trasportato a Padova, dove aveva chiesto di poter morire. Giunto però all'Arcella, un borgo della periferia della città, la morte lo colse. Spirò mormorando: "Vedo il mio Signore". Era il 13 giugno. Aveva 36 anni.
Il Santo venne sepolto a Padova, nella chiesetta di santa Maria Mater Domini, il rifugio spirituale del Santo nei periodi di intensa attività apostolica. Un anno dopo la morte, la fama dei tanti prodigi compiuti convinse Gregorio IX a bruciare le tappe del processo canonico e a proclamarlo santo. La Chiesa ha reso giustizia alla sua dottrina, proclamandolo nel 1946 di «dottore della chiesa universale»



San Antonio predica ai pesci
Una volta che alcuni eretici, nei pressi di Padova, disprezzavano e deridevano le sue prediche, il Santo si portò ai bordi del fiume, scorrente a breve distanza, e disse agli eretici in modo che tutta la folla presente sentisse:
"Dal momento che voi dimostrate di essere indegni della parola di Dio, ecco, mi rivolgo ai pesci, per confondere più apertamente la vostra incredulità".
E con fervore di spirito cominciò a predicare ai pesci, enumerando i doni loro elargiti da Dio: come li aveva creati, come aveva loro assegnato la purezza delle acque e quanta libertà aveva loro concessa, e come li nutriva senza che dovessero lavorare.
A questo parlare i pesci cominciarono a unirsi e avvicinarsi a lui, elevando sopra la superficie dell'acqua la parte superiore del loro corpo e guardandolo attentamente, con la bocca aperta. Fintanto che piacque al Santo di parlare loro, lo stettero a sentire attentissimi, come esseri dotati di ragione. Né si allontanarono dal posto, se non dopo aver ricevuto la sua benedizione.

La vestizione

Antonio in realtà si chiamava Fernando di Buglione; proviene da famiglia ricca ed a 15 anni entra nel monastero Agostiniano di Lisbona per poi trasferirsi al Monastero di Coimbra dove, dopo anni di studi approfonditi. viene ordinato sacerdote. Nel 1220 vicino al Monastero di Coimbra si insediano i frati Francescani provenienti da Assisi dove Francesco di Pietro di Bernardone aveva fondato il nuovo ordine approvato dal Papa.Inizia qui la sofferenza di Fernando che non accetta di servire Cristo vestendo le ricche vesti del frate Agostiniano. Si innamora della regola di
San Francesco e pensa che nella povertà e nell’umiltà potrà sentirsi più vicino al Signore, al Crocifisso povero ed umile, lontano dal peccato e dalle tentazioni.

 
 
 
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