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Rozzampia

Catechesi
 

trasmissioni sul canale YouTube   “don MASSIMO TONIOLO”
(Le trasmissione delle Sante Messe in diretta viene fatta come segno di attenzione
verso le persone ammalate o impossibilitate a partecipare fisicamente.)
- ogni domenica (e ogni festa) alle ore 10.00 S. Messa, in diretta
- ogni mattina alle 7.30, nei giorni feriali,  viene trasmessa in diretta una preghiera
di 10 minuti sul Vangelo del giorno (“Parlerò al Suo Cuore”).
- ogni giorno:  “Coroncina alla Divina Misericordia”  e  “S. Rosario”

Proposta recita online insieme recita delle lodi ore 8.30 recita di compieta ore 21.00
https://meet.jit.si/stanzadellelodi   puoi aprire la pagina direttamente su Chrome.
NOVITÀ: da martedì 12 gennaio. incontro settimanale sulla Parola ore 21.00 sempre qui online


GRUPPO CARITAS DI ROZZAMPIA
La Caritas di Rozzampia si è costituita nei giorni scorsi in un gruppo di volontari e volontarie disponibili ad offrire il loro aiuto a tutte quelle persone che ne fanno richiesta indipendentemente dal colore della pelle o della provenienza.  Si desidera prima di tutto aiutare gli anziani che non ce la fanno ad arrivare a fine mese; pensiamo ai bambini che possono aver bisogno di strumenti per la scuola o di acquisto di vestiario; pensiamo ancora alle famiglie che fanno difficoltà a saldare  le bollette di luce, acqua o gas.
La Caritas diocesana ha inviato alla nostra parrocchia la somma di mille e cento euro che aspettando ad essere distribuiti a chi ne ha bisogno.
Viene richiesto anche alla parrocchia di concorrere al progetto raddoppiando la somma data dalla caritas diocesana.
Si tratta di mettere la propria offerta soprattutto nel periodo pasquale nella cassetta che si trova in fondo alla chiesa, oppure mettendo delle buste con generi alimentari nel contenitore vicino al fonte battesimale, oppure rivolgendosi direttamente ai sacerdoti in modo particolare se si tratta di offerte un po' consistenti.
In questo periodo di difficoltà per tutti, la solidarietà deve dimostrarsi viva e concreta anche nella nostra comunità parrocchiale.

Sezione Primavera
R
imangono aperte le iscrizioni per i bambini dai due ai tre anni.
Per informazioni: visita il sito www.santodithiene.it e vai alla pagina ScuolainfanziaS_R


Cosa significa amare il prossimo?

Vicinanza, ascolto, condivisione e cura dell’altro” (papa Francesco)
“Caro Don, sono a letto ammalata e sono sola..” cominciava così stamattina un messaggio ricevuto da una cara persona lontana e sola. Mi sono chiesto quante persone sono sole soprattutto in questo periodo durante il quale tanti di noi si scambiano saluti ed auguri, immagini di feste passate insieme con lo scambio di tanti regali che hanno fatto sentire la gioia di essere circondati da persone che ci amano e che noi amiamo.
Il messaggio ricevuto però in queste ultime ore mi ha fatto pensare a quanto scriveva Papa Francesco quando raccomandava “di tendere la mano – senza toccare” per indicare anche a noi il dovere della carità in questo tempo di pandemia.
Diventa spontaneo quindi pensare ai senza dimora e a tutte le persone emarginate povere o anziane in difficoltà che incontriamo e conosciamo da anni. Purtroppo anche se talvolta le nostre mani cerchino di protendersi, resta sempre una distanza che non vorremmo.
Viviamo un tempo nel quale il nostro sguardo incrocia sempre più persone in difficoltà; famiglie dove c’è chi è precario, o ha perso il lavoro perché la fabbrica ha chiuso i battenti o per tanti altri motivi.
Ci ricorda ancora Papa Francesco che siamo “tutti sulla stessa barca”. Questa crisi economica determinata dal Covid-19 sta mostrando quanto siamo dipendenti gli uni dagli altri, da un capo all’altro del mondo. E ci sta pure mostrando che i poveri sono sempre quelli che pagano di più e c
he pagano per tutti.
C
i domandiamo quindi “Quali mani operose si stanno distendendo dalle nostre comunità parrocchiali”? La gran parte delle persone che si dedicano agli altri sono in età avanzata anche se tante mani non hanno mai cessato di stendersi e distendersi per tentare la prossimità e per donare generi ed aiuti.
Nelle nostre parrocchie si stanno istituendo gruppi di persone soprattutto nei gruppi Caritas o persone singole che tendono e si distendono per tentare la prossimità e per donare aiuti e generi.
La Caritas diocesana stessa ha dato alle nostre comunità la possibilità di sostenere famiglie in difficoltà attraverso generi alimentari o sostegno economico per aiutare a pagare bollette in scadenza.
Tutti possiamo offrire le nostra vicinanza a persone che da un po’ di tempo non si vedono più per paura di uscire o per altri motivi personali. Ci sono molte occasioni per vincere la lontananza fisica con i mezzi di comunicazione a portata di tutti. Chiediamo ancora a chi è in difficoltà o è solo, di vincere la paura, di far sentire la loro voce alle persone che sono proposte a dare un aiuto concreto a chi ne ha di bisogno. Lo fanno tanti stranieri e non devono vergognarsi i nostri parrocchiani.
I bisognosi sono la verifica vivente della nostra fede. La fede senza le opere, ci ricorda la sacra Scrittura, è una bella teoria. Oggi possiamo affermare che la fede senza mani che si tendono e che si protendono e si aprono, non è credibile.
Qualcuno può pensare che la Chiesa o le parrocchie che si spendono per i poveri, facciano una cosa inutile. Rispondiamo dicendo che il Cristo continua ad essere segno di contraddizione.

SOSTEGNO SOCIALE NEI TEMPI DELLA PANDEMIA

La nostra diocesi si è impegnata ad aiutare economicamente le persone che si trovano in difficoltà nelle nostre parrocchie. Tutte le parrocchie che desiderano possono accedere alla richiesta di avere dei contributi messi a disposizione dalla Caritas diocesana. Ogni parrocchia che ne farà richiesta potrà richiedere una cifra massima di euro pari al numero degli abitanti della parrocchia stessa. Verrà dato un euro per ogni abitante che compone la comunità. Ogni comunità parrocchiale tuttavia è chiamata ad impegnarsi con un contributo di un euro per abitante attraverso delle collette dedicate proprio ai poveri della propria parrocchia. Come saranno impegnate queste somme raccolte? Si aiuteranno le famiglie a pagare le utenze di elettricità, affitti per la casa, spese sanitarie, spese di generi alimentari ecc.
Si spera che ogni parrocchia si impegni a raddoppiare il contributo messo a disposizione dalla diocesi.
Ogni famiglia che ne farà richiesta, si deve impegnare attraverso l’Isee a dimostrare di avere effettivamente bisogno di aiuto. Ci sarà poi un’equipe qualificata che valuterà le varie situazioni aiutando chi ne ha veramente bisogno.
Raccomandiamo alle famiglie che ne hanno bisogno, di rivolgersi ai sacerdoti o alle persone della caritas perché la comunità cristiana non vuole lasciare indietro nessuno.
Riusciremo nelle nostre parrocchie a raccogliere quanto serve per dare un sostegno adeguato alle nostre famiglie? Confidiamo nella generosità delle nostre famiglie ricordando la pagina del Vangelo che ci ricorda che qualunque aiuto dato a un fratello o sorella bisognosa l’avremo fatto a Gesù che ci ripagherà largamente.

Un grazie di cuore a tutti i volontari che in questo tempo di pandemia, con il loro prezioso servizio di accoglienza e di igienizzazione rendono possibile la celebrazione dell’eucaristia domenicale e le celebrazioni esequiali. La comunità di Rozzampia e del Santo vi è infinitamente grata.  don Massimo

 
 

Vescovo Claudio

La visita pastorale del vescovo Claudio è stata, pur nella sua brevità, un momento di grande grazia. In Lui è Gesù stesso che è venuto a trovarci per vedere come stiamo, incoraggiarci e darci delle “dritte" per il nostro cammino.
Le parole che ci sono state donate, la messa che è  stata celebrata nella comunità, costituiscono                   un dono da custodire  e a cui fare riferimento per orientare il nostro cammino con rinnovato slancio      evangelico.
Per questo desidero con il vostro aiuto fare una sintesi di quanto abbiamo ricevuto nella visita pastorale.
Vi invito perciò entro il mese di luglio a inviarmi una mail o una lettera  dove scriverete due cose:
• La cosa detta dal vescovo che più vi ha colpito
• La cosa da fare che vi sembra più urgente in base ai messaggi che il vescovo ci ha dato.
E continuiamo a sentirci famiglia con il vescovo e tra di noi, pregando gli uni per gli altri.
Mail: donmassimotoniolo@gmail.com                   Don Massimo    

 
 
 
 
 
 


I RITI DELLA INIZIAZIONE CRISTIANA, questi sconosciuti….

Da qualche anno è in atto nelle nostre parrocchie un sostanziale rinnovamento, per quanto riguarda la catechesi, detto Nuovo Cammino di Iniziazione Cristiana, ed è normale che un modo nuovo di  iniziare alla fede non possa essere di comprensione facile e immediata.
E’ come quando abbiamo un’auto nuova, leggere il manuale di istruzione è molto noioso, si preferisce scoprire le sue potenzialità direttamente usandola.
Si può dire che i RITI che accompagnano la Iniziazione Cristiana dei bambini ci introducono a comprenderla senza dover leggere il manuale di istruzioni.
Prima di spiegare come, vale la pena di ricordare  che il cammino per i bambini si svolge, a grandi linee,  in tre fasi:
la prima dai 0 ai 6 anni, affidata ai genitori soprattutto;
la seconda, in cui sono coinvolti piccoli e genitori, che dura circa 5 anni ed è divisa in tre tappe;
la terza che interessa solo i ragazzi e dura due anni.

Nella seconda fase ci sono per ogni anno degli obbiettivi specifici, che si riferiscono sia ai contenuti di fede, sia ad alcuni atteggiamenti da maturare nel fanciullo e questi obbiettivi vengono sottolineati proprio durante i RITI.

Il primo Rito riguarda i bambini di seconda elementare e segna il vero inizio della partecipazione alla Iniziazione Cristiana, è inserito nella Messa, ed è il RITO DI INIZIO DEL PRIMO DISCEPOLATO, che prevede la consegna del Vangelo, Libro che sarà usato in ogni incontro di catechesi. Durante l’anno i bambini imparano a conoscere Gesù e a fine anno  genitori e catechisti consegnano loro il Credo, che hanno pian piano imparato.

All’inizio della terza è prevista la Consegna della Croce, segno dell’Amore di Dio per noi,  durante l’anno i ragazzi sono aiutati a conoscere il Padre e alla fine nel  RITO riceveranno, sempre dai propri genitori, la preghiera del Padre Nostro.

In quarta c’è la preparazione al Sacramento della Riconciliazione. In preparazione ci sono due liturgie penitenziali, una in Avvento e una prima della Quaresima.

 
 

Il vescovo Claudio, insieme al Consiglio Episcopale, ha iniziato un lavoro  di riflessione sul soggetto “Parrocchia”. Sono appunti di viaggio, un viaggio ancora iniziale, che ha bisogno del contributo di tutti per approdare alla terra che il Signore ci indicherà. Il testo si lega anche al rinnovo degli organismi di comunione, indicando la prospettiva di fondo del prossimo mandato.
L’essenziale di una Parrocchia
Se dunque c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi. Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù (Fil 2,1-5).
L’essenziale di una parrocchia non si può racchiudere in poche righe, visto il percorso secolare di grande ricchezza e tradizione che ci precede e di cui siamo debitori. Tratteggiamo, di seguito alcuni elementi sostanziali.
• La parrocchia rende visibile la Chiesa, radicata in un luogo, che mette al suo centro la Parola di Dio, la grazia dei sacramenti e la carità. La parrocchia è espressione della Chiesa più grande animata da un’intenzionalità precisa: dare vita a un’assemblea santa, al popolo di Dio, alla famiglia del Signore Gesù. Il primo segno della parrocchia, quindi, è l’adunanza dei cristiani, radunati e convocati dal Signore Gesù, in un luogo che rappresenta e raccoglie l’intera comunità.
• C’è parrocchia quando le persone leggono e interpretano la propria vita a partire dalla Parola di Dio, ricevuta assieme con assiduità, favorendo anche scelte condivise.
• C’è parrocchia quando il popolo dei cristiani riceve dal suo Signore i Sacramenti, doni che l’uomo non può produrre da sé, e li celebra. C’è parrocchia quando una comunità genera alla fede nel battesimo e quando si lascia plasmare all’eucaristia. I sacramenti, eccedenza del dono di Cristo alla sua gente, costituiscono la comunità.
• C’è parrocchia quando vengono espresse delle ministerialità più articolate, a partire dal sacerdozio comune e con il servizio del ministero ordinato. Esiste infatti una corresponsabilità data dal battesimo, da cui scaturiscono forme di servizio e di animazione dell’impegno altrui. Se la domanda delle persone fosse solo di “servizi” religiosi, senza appartenenza e assunzione di compiti; se non ci fosse l’impegno consapevole e responsabile almeno di alcuni, potremmo ancora parlare di parrocchia? Se non ci fosse un minimo di adesione e di partecipazione alla cura e alla crescita della vita comunitaria, nei suoi elementi essenziali, ci sarebbe ancor una parrocchia oppure si potrebbe pensare, come “extrema ratio”, anche alla sua chiusura formale?
Le caratteristiche della Parrocchia
Ègiusto, del resto, che io provi questi sentimenti per tutti voi, perché vi porto nel cuore, sia quando sono in prigionia, sia quando difendo e confermo il Vangelo, voi che con me siete tutti partecipi della grazia. Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio (Fil 1,7-11).
I cenni che seguono andranno di sicuro precisati meglio nel dialogo con coloro che, all’interno della parrocchia, hanno più a cuore la sua vita e la sua missione. Possiamo però intravvedere che le nostre parrocchie:
• saranno comunità con una forte dimensione ecclesiale, non solo sociologica e aggregativa, animate da legami di fraternità, sostenute dalla Parola di Dio e dall’eucaristia, capaci di grande ascolto e accoglienza reciproca.
• Non saranno eguali l’una all’altra, ma potranno differenziarsi interagendo con le domande e le richieste delle persone loro affidate.
• Saranno luoghi di elaborazione di percorsi concreti di carità, riconciliazione, giustizia, condivisione, uso dei soldi e dei beni, quali spazi incarnati della sempre inedita novità del Vangelo.

 
 
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