Santo - santodithiene

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Santo

Catechesi
 
 
 
 

La visita pastorale del vescovo Claudio è stata, pur nella sua brevità, un momento di grande grazia. In Lui è Gesù stesso che è venuto a trovarci per vedere come stiamo, incoraggiarci e darci delle “dritte" per il nostro cammino.
Le parole che ci sono state donate, la messa che è  stata celebrata nella comunità, costituiscono un dono da custodire  e a cui fare riferimento per orientare il nostro cammino con rinnovato slancio evangelico.
Per questo desidero con il vostro aiuto fare una sintesi di quanto abbiamo ricevuto nella visita pastorale. Per ricordare alcune delle sue parole possiamo andare sul sito della parrocchia (http://www.santodithiene.it/ ) e riascoltare la sua omelia.
Vi invito perciò entro il mese di luglio a inviarmi una mail o una lettera,  dove potrete scrivere due messaggi:

• La frase detta dal vescovo che più vi ha colpito.

• L’impegno che vi sembra più urgente prendere, in risposta alle proposte che il vescovo ci ha affidato nei vari incontri.

E continuiamo a sentirci famiglia con il vescovo e tra di noi, pregando gli uni per gli altri.

          Don Massimo
Mail: donmassimotoniolo@gmail.com

 
 
 
 
 

La Madre della Chiesa
“A gloria, dunque, della Vergine e a nostro conforto Noi proclamiamo Maria Santissima Madre della Chiesa, cioè madre di tutto il popolo di Dio, tanto dei fedeli come dei Pastori, che la chiamano Madre Amorosissima.”
Con un Decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Papa Francesco ha istituito una nuova festa in onore della Madonna. Porta questo titolo: memoria liturgica in onore della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa. Il Decreto porta la data dell'11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes. L'annuncio è stato accolto con grande gioia da tutte le comunità cristiane del mondo.
Non un titolo ma una festa
Come abbiamo ben compreso, si tratta della introduzione nella Chiesa Cattolica, non di un nuovo titolo o di un dogma mariano nuovo, ma della celebrazione di una memoria liturgica in un giorno preciso. E stato il grande Papa Paolo VI, prossimamente santo, ad introdurre nella Chiesa il titolo di Maria Madre della Chiesa. Lo fece durante il Concilio Vaticano II, il 21 novembre 1964, giorno in cui fu promulgata la Costituzione Lumen Gentium, sul mistero della Chiesa. E bello ricordare le precise ed emozionanti parole usate da quel Santo Papa: "Abbiamo creduto opportuno di consacrare un titolo in onore della Vergine, suggerito da varie parti dell'orbe cattolico ed a noi particolarmente caro, perché con sintesi mirabile esprime il posto privilegiato riconosciuto alla Vergine nella Santa Chiesa. A gloria, dunque, della Vergine e a nostro conforto Noi proclamiamo Maria Santissima Madre della Chiesa, cioè madre di tutto il popolo di Dio, tanto dei fedeli come dei Pastori, che la chiamano Madre amorosissima".
In seguito a quella proclamazione solenne venne proposta, nell'anno santo 1975, anche una "Messa votiva" da usare facoltativamente. San Giovanni Paolo II, nel 1980, volle inserito quel titolo nelle Litanie Lauretane. Qualche nazione, come l'Argentina e la Polonia, e anche qualche Congregazione Religiosa, di propria iniziativa, avevano introdotto questa festa nel loro calendario particolare.
Ora, Papa Francesco ha esteso a tutta la Chiesa Cattolica questa festa come memoria obbligatoria. E ha anche indicato il giorno della celebrazione: il lunedì dopo la festa della Pentecoste.
Una indicazione quanto mai indovinata. Maria ha unito attorno a sé la Chiesa nascente, in preghiera, nel Cenacolo, per accogliere lo Spirito Santo. Ora, celebrando questa festa quasi prolungando la Pentecoste, la Chiesa intera celebra la sua fiducia nella costante compagnia della Vergine, e prega che la Pentecoste, per sua intercessione, continui nella missione della Chiesa e nella testimonianza dei credenti.
Le ragioni fondative
La maternità di Maria nei riguardi della Chiesa ha radici profonde ed altissime. É dal trono sublime della croce, come ci ricorda l'evangelista Giovanni (Gv 19,25 ss.) che Gesù ha affidato a Maria il discepolo amato. E Giovanni era precisamente "il discepolo", era il segno dei discepoli, non di qualcuno soltanto, e lo era in forma definitiva. In quel momento solenne, Gesù ha affidato a Maria una missione universale. E a quel discepolo, a Giovanni, ma anche a tutti i futuri discepoli, Gesù, ha chiesto di riconoscere e di custodire nella sua pienezza la missione di Maria stabilendo con Lei una relazione di figliolanza autentica, simile a quella che Gesù aveva vissuto con la Madre sua. Dice testualmente il Decreto che istituisce la festa; "Maria accettò il testamento di amore del Figlio suo ed accolse tutti gli uomini impersonati dal discepolo amato, come figli da rigenerare alla vita divina. A sua volta, nel discepolo amato, Cristo elesse tutti i discepoli come vicari del suo amore verso la Madre".
nDalla maternità di Maria alla maternità della Chiesa
Quali frutti di bene Papa Francesco si augura e si aspetta da questa sua iniziativa? Nel Decreto istitutivo troviamo indicati, seppur sinteticamente, alcuni auspici che il Papa si augura divengano aiuto concreto per la vita cristiana dei fedeli cristiani.
Leggiamo nel Decreto l'auspicio che "la promozione di questa devozione possa favorire la crescita del senso materno della Chiesa, nei Pastori, nei Religiosi e nei fedeli". Questa sottolineatura a me sembra molto opportuna e sempre di grande attualità. Il ministero della Chiesa, soprattutto quello direttivo dei pastori in seno alla comunità, corre il pericolo, talvolta, di sottolineare l'aspetto istituzionale, le esigenze dell'unità compatta, dell'ordine e della obbedienza. E sicuramente un valore importante, da osservare e preservare. Ma la Chiesa deve anche essere materna, accogliente, tenera, incoraggiante. Qualche teologo (Von Balthasar) parlava della necessità di mantenere in equilibrio i due principi; quello petrino e quello mariano. L'istituzione della festa di Maria Madre della Chiesa farà sicuramente del bene a questo equilibrio pastorale.Un altro frutto si auspica che derivi dalla istituzione di questa nuova festa. Scrive il Decreto: "La celebrazione di questa memoria da parte di tutta la Chiesa ci aiuterà a ricordare che la vita cristiana per crescere deve essere ancorata - oltre che al mistero della croce, all'oblazione di Cristo nel convito eucaristico - anche alla Vergine offerente, Madre del Redentore e dei redenti". Una vita cristiana autentica, ci ricorda il Papa, non può prescindere dalla presenza di Maria. Lei è Madre della Chiesa in senso serio ed autentico, di tutta la Chiesa, di ogni singolo credente. Le parole di Gesù in croce non sono una blanda e soggettiva esortazione, ma fanno parte obbligatoria del cammino di adesione al Vangelo. Il Santo Papa Giovanni Paolo II diceva che la vita cristiana come ha una doverosa e necessaria dimensione cristologica, una dimensione pneumatica, una dimensione sacramentale, così ha e deve anche avere una dimensione mariana. L'edificio della vita cristiana si regge e si sviluppa bene se tutte le sue componenti sono presenti e sono tra loro equilibrate. Prepariamoci bene, quindi a celebrare per la prima volta questa memoria liturgica di Maria Madre della Chiesa. Quest'anno cadrà il lunedì 21 maggio.
             Mons. Mario Morellato

 
 

Perché andare a messa alla domenica?
Cosa possiamo rispondere a chi dice che non serve andare a Messa, nemmeno la domenica, perché l’importante è vivere bene, amare il prossimo? È vero che la qualità della vita cristiana si misura dalla capacità di amare, come ha detto Gesù: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35); ma come possiamo praticare il Vangelo senza attingere l’energia necessaria per farlo, una domenica dopo l’altra, alla fonte inesauribile dell’Eucaristia? Non andiamo a Messa per dare qualcosa a Dio, ma per ricevere da Lui ciò di cui abbiamo davvero bisogno. Lo ricorda la preghiera della Chiesa, che così si rivolge a Dio: «Tu non hai bisogno della nostra lode, ma per un dono del tuo amore ci chiami a renderti grazie; i nostri inni di benedizione non accrescono la tua grandezza, ma ci ottengono la grazia che ci salva» (Messale Romano, Prefazio comune IV).
In conclusione, perché andare a Messa la domenica? Non basta rispondere che è un precetto della Chiesa; questo aiuta a custodirne il valore, ma da solo non basta. Noi cristiani abbiamo bisogno di partecipare alla Messa domenicale perché solo con la grazia di Gesù, con la sua presenza viva in noi e tra di noi, possiamo mettere in pratica il suo comandamento, e così essere suoi testimoni credibili.

 
 
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