Sinodo 2022 - Santo_Rozzampia_6_OTT21

Vai ai contenuti

Sinodo 2022

StoriaParrocchie
Settembre 2022 I cantieri di Betania Prospettive per il secondo anno  del Cammino sinodale
Uno sguardo al primo anno
Nel maggio 2021, rispondendo all’invito di papa Francesco, le Chiese in Italia si sono messe in cammino, avviando un percorso sinodale. Hanno intrapreso un itinerario aperto, in obbedienza allo Spirito che sorprende sempre; come “Chiese in uscita” hanno invitato tutti a partecipare attraverso una consultazione ampia e capillare; hanno proposto un cammino spirituale, di ascolto reciproco, una sinodalità vissuta sulla quale far leva per quella riforma che il Signore domanda continuamente alla sua Chiesa. Prestare orecchio a “ciò che lo Spirito dice alle Chiese” (cf. Ap 2-3) è stato il principio che ha guidato e orientato il Cammino sinodale sin dall’inizio. Nel settembre 2021, infatti, a seguito delle prime riflessioni del Gruppo di coordinamento,
il Consiglio Episcopale Permanente così ha prospettato il primo anno della fase narrativa del Cammino, inserendolo nel tracciato del Sinodo universale (Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione): Il biennio iniziale (2021-2023) sarà completamente dedicato alla consultazione di tutti coloro
che vorranno partecipare: alle celebrazioni, alla preghiera, ai dialoghi, ai confronti, agli scambi di esperienze e ai dibattiti. Più che attendersi ricette efficaci o miracoli dal documento sinodale finale, che pure si auspica concreto e coraggioso, siamo certi che sarà questo stesso percorso di ascolto del
Signore e dei fratelli a farci sperimentare la bellezza dell’incontro e del cammino, la bellezza della Chiesa (...). Nel primo anno (2021-22) vivremo un confronto a tutto campo sulla Chiesa, percorrendo le tracce proposte dal Sinodo dei Vescovi; nel secondo anno (2022-23), come già chiese il Papa a Firenze, ci concentreremo sulle priorità pastorali che saranno emerse dalla consultazione generale come quelle più urgenti per le Chiese in Italia. Prima ancora dei documenti, sarà questa stessa esperienza di “cammino” a farci crescere nella “sinodalità”, a farci vivere cioè una forma più
bella e autentica di Chiesa.
L’anno pastorale 2021-2022 ha visto l’apertura del Cammino sinodale in tutte le diocesi italiane (17 ottobre 2021). Non sono mancate incertezze e perplessità a rallentare il percorso; nel cuore dell’inverno si è riacutizzata la pandemia con il suo carico di lutti, sofferenze e disagi;
alla fine di febbraio è scoppiata la guerra in Europa, riaccendendo ferite, paure e risentimenti. In mezzo a queste crisi, che reclamano un contributo al dialogo, alla pace e alla fraternità, il popolo di Dio si è messo in cammino. Si sono formati circa 50.000 gruppi sinodali, con i loro facilitatori, per una partecipazione complessiva di mezzo milione di persone. Più di 400 referenti diocesani hanno coordinato il lavoro, insieme alle loro équipe, sostenendo iniziative, producendo sussidi e raccogliendo narrazioni. Si è creata una rete di corresponsabili che è un primo frutto, inatteso, del Cammino e una risorsa preziosa per la sua prosecuzione. Mentre esprimiamo gratitudine al Signore per la generosità di quanti si sono resi disponibili, ci
impegniamo a sostenerli anche nel secondo anno. Ciascuna diocesi ha trasmesso alla Segreteria Generale della CEI una sintesi di una decina di pagine. I referenti diocesani si sono incontrati alcune volte online e due volte in presenza a Roma: dal 18 al 19 marzo e dal 13 al 15 maggio. Quest’ultimo appuntamento residenziale, con la partecipazione dei Vescovi rappresentanti delle Conferenze Episcopali Regionali, hapermesso di stendere una prima sintesi nazionale, detta “Testo di servizio”, articolata intorno a “dieci nuclei”; successivamente, durante la 76ª Assemblea Generale della CEI (23-27 maggio), alla quale hanno preso parte, nelle giornate del 24 e 25 maggio, 32 referenti diocesani, cioè due per ogni Regione ecclesiastica, si è ulteriormente riflettuto, in modo sinodale, arrivando a definire alcune priorità sulle quali concentrare il secondo anno di ascolto. Quali le consegne di questo primo anno? Dalle sintesi diocesane, che andranno valorizzate nelle rispettive Chiese locali, ne emergono alcune: crescere nello stile sinodale e nella cura delle relazioni; approfondire e integrare il metodo della conversazione spirituale; continuare l’ascolto anche rispetto ai “mondi” meno coinvolti nel primo anno;promuovere la corresponsabilità di tutti i battezzati; snellire le strutture per un annuncio più efficace del Vangelo.
Un incontro lungo il cammino
Mentre confluivano le sintesi diocesane nel maggio 2022, l’incontro di Gesù con Marta e Maria, nella casa di Betania (Lc 10,38-42) si è profilato come icona per il secondo anno. Parole come: cammino, ascolto, accoglienza, ospitalità, servizio, casa, relazioni, accompagnamento, prossimità, condivisione… sono risuonate continuamente nei gruppi sinodali e hanno disegnato il sogno di una Chiesa come “casa di Betania” aperta a tutti.
Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: “Signore, non t’importa nulla
che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma il Signore le rispose:  Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta” (Lc 10,38-42). “Mentre erano in cammino”: la scena è dinamica, c’è un cammino insieme a Gesù (un “sinodo”). Luca aveva indicato poco prima la composizione del gruppo che accompagnava il Maestro: “In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da
spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni” (Lc 8,1-3). Questo gruppo che cammina con il Maestro è il primo nucleo della Chiesa: i Dodici e alcune donne che seguono il Signore lungo la via, peccatori e peccatrici che hanno il coraggio e l’umiltà di andargli dietro. I discepoli e le discepole del Signore
non percorrono itinerari alternativi, ma le stesse strade del mondo, per portare l’annuncio del Regno. I discepoli sono “coloro che guardano con fede a Gesù, autore della salvezza e principio di unità e di pace” (LG 9): non un gruppo esclusivo, ma uomini e donne come gli altri, con uno sguardo però illuminato dalla fede nel Salvatore, che condividono “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono” (GS 1).
Il primo anno della fase narrativa del Cammino sinodale ha rappresentato per molti questa esperienza discepolare di “strada” percorsa con Gesù. Si sono create preziose sinergie tra le diverse vocazioni e componenti del popolo di Dio (laici, consacrati, vescovi, presbiteri, diaconi, ecc.), tra condizioni di vita e generazioni, tra varie competenze. È unanime la richiesta di proseguire con lo stesso stile, trovando i modi per coinvolgere le persone rimaste ai margini del Cammino e mettersi in ascolto delle loro narrazioni. È diventato sempre più chiaro che lo scopo non è tanto quello di produrre un nuovo documento – pure utile e necessario alla fine del percorso – ma quello di avviare una nuova esperienza di Chiesa. Unanime è stato l’apprezzamento per il metodo della conversazione spirituale (nella prospettiva di Evangelii gaudium 51) a partire da piccoli gruppi disseminati sul territorio, così come
per i frutti che questo ha consentito di raccogliere: una bella eredità da cui ripartire nel secondo anno. L’ascolto della Parola di Dio e delle esperienze di vita, a cui segue quello delle risonanze interiori dei compagni di viaggio, crea quel clima di discernimento comunitario che evita logiche di contrapposizione o dibattiti superficiali, permette di ricercare una vera sintonia, lasciando risuonare la voce dello Spirito. Questo metodo spirituale è capace di intercettare
non solo il sensus fidei che ogni battezzato vive in proporzione alla profondità della sua adesione al Signore (cf. LG 12), ma anche il “frutto dello Spirito” in tutte le persone di buona volontà (cf. Gal 5,22).
Il discernimento sulle sintesi del primo anno di Cammino ha permesso di focalizzare l’ascolto del secondo anno lungo alcuni assi o cantieri sinodali, da adattare liberamente a ciascuna realtà, scegliendo quanti e quali proporre nel proprio territorio. Il carattere laboratoriale ed esperienziale dei cantieri potrà integrare il metodo della “conversazione spirituale” e aprire il Cammino sinodaleanche a coloro che non sono stati coinvolti nel primo anno. Quella del cantiere è un’immagine che indica la necessità di un lavoro che duri nel tempo, che non si limiti all’organizzazione di eventi, ma punti alla realizzazione di percorsi di ascolto ed esperienze di sinodalità vissuta, la cui rilettura sia punto di partenza per la successiva fase sapienziale.
I cantieri sinodali di seguito indicati rilanciano le priorità individuate per il secondo anno del Cammino. È utile ribadire che questo resta un tempo di ascolto e non di letture sistematiche e di risposte pastorali, a cui saranno invece dedicate le successive fasi, sapienziale e profetica. È certo un ascolto “orientato”, per poter
raccogliere narrazioni utili a proseguire il cammino; un ascolto che si fa riflessione, in una circolarità feconda tra esperienza e pensiero che comincia ad acquisire gli strumenti con cui costruire le novità chieste dallo Spirito. Alla base rimane il lavoro svolto durante il primo anno e la domanda fondamentale del Sinodo universale:
“Una Chiesa sinodale, annunciando il Vangelo, cammina insieme: come questo ‘camminare insieme’ si realizza oggi nella vostra Chiesa particolare? Quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere nel nostro ‘camminare insieme’?”.
5 GIUGNO - APERTURA SINODO
La Comunità si unisce simbolicamente alla celebrazione in cattedrale di apertura del Sinodo, attraverso la celebrazione eucaristica delle 8.45 a Rozzampia e delle 10.00 al Santo, che sarà concelebrata da don Massimo e don Renzo e sarà caratterizzate da tre segni:
·         processione di ingresso con il libro dei Vangeli
·         raccolta offerta per i poveri
·         comunione agli ammalati, con l’invio dei ministri straordinari della comunione

Anno 2022 Per una Chiesa sinodale : Comunione, partecipazione e missione
«La Chiesa di Dio è convocata in Sinodo. Proprio il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio». Questo itinerario, che si inserisce nel solco dell’«aggiornamento» della Chiesa proposto dal Concilio Vaticano II, è un dono e un compito: camminando insieme, e insieme riflettendo sul percorso compiuto, la Chiesa potrà imparare da ciò che andrà sperimentando quali processi possono aiutarla a vivere la comunione, a realizzare la partecipazione, ad aprirsi alla missione. Il nostro “camminare insieme”, infatti, è ciò che più attua e manifesta la natura della Chiesa come Popolo di Dio pellegrino e missionario»
Il 5 giugno prossimo, solennità di Pentecoste, ci sarà a Padova, in cattedrale,  la celebrazione eucaristica con l’apertura del Sinodo diocesano. In quell’occasione si insedia l’Assemblea sinodale, facendo la professione di fede. Il vescovo presenta all’Assemblea (e alla Diocesi tutta) lo strumento di lavoro contenente i temi del Sinodo. I temi, le sottolineature, sono 14, scelti dalla Commissione preparatoria che sta analizzando il materiale proveniente dagli spazi di dialogo costituitisi nelle parrocchie della Diocesi e in alcuni altri  “luoghi di vita”;
Gli ambiti sono tre:
Il primo: “Dimensioni trasversali” comprende Evangelizzazione e cultura: un arricchimento reciproco; La Chiesa e gli ambiti di vita: un legame costruttivo; Il bisogno di spiritualità: una ricerca vitale; La Liturgia:il desiderio di incontrare il Signore e i fratelli.
Il secondo ambito, “Soggetti” si concentra sui protagonisti della vita della Chiesa e comprende: Le Famiglie: l’attuale  complessità ci interpella; I Giovani e le nuove generazioni: profezia per la chiesa di Padova; L’identità e i compiti dei fedeli laici: la consapevolezza della dignità battesimale; L’identità e i compiti dei presbiteri: un ripensamento necessario.
Il terzo ambito ”Cantieri” dove trovano spazio alcune priorità e l’Organizzazione della chiesa stessa: Il volto delle parrocchie: stare nella transizione  e nel processo; Le  parrocchie e lo stile evangelico: una casa fraterna e ospitale; Le priorità pastorali: l’Annuncio al centro; La Comunicazione della fede: l’azione corale  di tutta la comunità; L’organizzazione  parrocchiale e territoriale: le parrocchie e gli altri livelli di  collaborazione; Le strutture e la sostenibilità economica: la gestione ordinaria e straordinaria tra opportunità e criticità.
Gruppi di discernimento nasceranno in tutte le parrocchie  con gruppi di 7-12 persone, guidati da un moderatore con una traccia guida preparata a livello diocesano.
   
2021-2022  CONSULTAZIONE DAL BASSO



Made with WebSite X5
Parrocchia di Rozzampia tel. 0445387130 e.mail: parrocchiarozzampia@gmail.com
Parrocchia di Santo tel e fax - 0445387130    e.mail: donmassimotoniolo@gmail.com
canale youtube: "don massimo toniolo"
cell.Don Renzo: 3249094158      E.mail: renrizza@libero.it
Bollettino: giornalesanto@gmail.com   Due comunità unite in cammino



Aggiornato il 1 settembre 2022
Torna ai contenuti